Calcolo della Pasqua

E' da tutti risaputo che il nostro moderno calendario si basa esclusivamente sul ciclo solare; i riferimenti alle fasi lunari, non essendo compatibile il loro periodo con quello delle stagioni, furono definitivamente abbandonati con la riforma del calendario operata da Giulio Cesare nel 45 a.C.
Ciò nonostante esistono ancora nel nostro calendario alcune ricorrenze, di natura esclusivamente religiosa, che si riconducono per antica tradizione al ciclo lunare. Come già accennato e come ben noto, essendo le fasi lunari incompatibili con i cicli del sole tali ricorrenze non cadono mai nello stesso giorno e vengono definite feste mobili. La più importante di queste, e che è il punto di riferimento di tutto il calendario liturgico della Chiesa cattolica, è la Pasqua.
Nel passato, ed in particolare nei primi secoli di vita della Chiesa, è stata fonte di non pochi contrasti tra le varie comunità religiose sia per l'individuazione della data sia per il suo calcolo, che essendo bastato sulla Luna, era piuttosto complesso.
Fu stabilito quindi che la Pasqua dovesse essere la prima domenica successiva alla prima luna piena seguente l'Equinozio di Primavera.
La regola è di per sè chiara e semplice da interpretare.
Il problema è stabilire come calcolare la data dell'Equinozio e della Luna piena.
Per ciò che riguarda l'Equinozio il problema fu risolto abbastanza semplicemente. Fu dato incarico agli astronomi alessandrini (i più famosi ed esperti dell’epoca) di stabilirne la data ed essi risposero che esso, in tale anno, cadeva il 21 di Marzo. Così fu stabilito che tale dovesse essere la data ufficiale dell’Equinozio da utilizzare, saecula saeculorm, per il calcolo della Pasqua.
Oggi sappiamo che la data dell'Equinozio non è fissa e può oscillare tra il 19 e il 21 di Marzo.
Per il calcolo della Luna piena le cose erano molto più complesse. E' ben noto che il moto della Luna è estremamente complicato e la sua precisa indagine era molto al di là della portata degli astronomi del tempo.
Newton stesso, oltre mille anni dopo, asseriva che l'unico problema che gli facesse venire il mal di testa era proprio lo studio del moto della Luna!
Calcolare quindi la data del plenilunio per poi diffonderla con buon anticipo a tutta la comunità cristiana affinchè tutti potessero festeggiare assieme la Pasqua di Resurrezione era un compito arduo che fu demandato a scienziati ed astronomi, in genere monaci ed ecclesiatici, esperti di ciò che allora veniva chiamato computus, cioè il calcolo della posizione degli astri e del tempo. Gli unici strumenti matematici a disposizione erano alcuni cicli ricorrenti relativi al moto della Luna, conosciuti con una certa precisione già da alcuni secoli.
Chi volesse calcolarsi da solo la data della Pasqua potrebbe avere però delle sorprese. Il calcolo astronomico, pur coincidendo nel risultato quasi sempre con quello ecclesiastico, è infatti lievemente diverso e tiene conto di alcuni dettagli che la Chiesa trascurò allora e non ha mai aggiornato. Infatti mentre la Chiesa considera inderogabilmente fissa la data dell'Equinozio essa di fatto può oscillare tra il 19 e il 21.Ecco come si sono distruite le date degli Equinozi e dei Solstizi dall’introduzione del Calendario Gregoriano (1582).

 

Come si vede le date di maggior frequenza sono quelle che vengono considerate comunemente “ufficiali” a parte la Primavera la cui ricorrenza è associata al 21 di Marzo mentre cade più frequentemente il 20.

Vediamo se quest'anno il calcolo liturgico è confermato anche con il calcolo astronomico. Nel 2000 l'Equinozio si è verificato il 20 marzo alle ore 09:05; nello stesso giorno c’è stata la Luna piena ma alle ore 04.45 e quindi prima dell’Equinozio, perciò si va a cercare il plenilunio successivo che è di Martedì 18 Aprile; dunque la Domenica seguente, 23 Aprile è la Pasqua 2000. In questo caso calcolo liturgico e calcolo astronomico sono in accordo.
Essendo la Pasqua determinata in parte facendo riferimento al ciclo solare annuale (Equinozio primaverile) ed in parte al ciclo lunare (plenilunio) la sua mobilità non è illimitata ma esistono due date estreme al di fuori delle quali la Pasqua non può mai cadere.
Se il plenilunio, infatti, si verificasse il giorno 21, e fosse Sabato, allora Pasqua sarebbe il giorno immediatamente successivo: Domenica 22 Marzo.
Se invece il plenilunio si verificasse il giorno antecedente l'Equinozio, allora la successiva Luna piena si avrebbe 29 giorni dopo (18 Aprile) e se fosse Domenica occorrerebbe attendere ancora quella seguente, cioè il 25 Aprile. Nel primo caso (22 Marzo) la Pasqua si definisce "bassa", nel secondo (25 Aprile) "alta". Quest’anno, cadendo quasi al limite superiore, la Pasqua è alta.

Fonte: Franco martinelli - Istituto Nautico ARTIGLIO - Viareggio

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